Compiti del ministro straordinario della Comunione
I compiti del ministro straordinario della Comunione sono già emersi da quanto è stato detto. Se ci si ritorna ora è per approfondirli, chiarirne la portata, metterne in evidenza i limiti.
La distribuzione della Comunione ai fedeli nelle grandi assemblee
Con l'istituzione dei ministri straordinari la Chiesa ha inteso facilitare il più possibile, da parte sua, l'accesso alla comunione sacramentale dei fedeli che partecipano alla Messa.
E' un fatto facilmente costatabile - e lo si è già rilevato - che in questi ultimi anni, anche a seguito di una più organica e approfondita catechesi sulla celebrazione eucaristica, come "Cena del Signore" e banchetto sacrificale di Cristo e della Chiesa suo popolo, è aumentato sensibilmente il numero dei comunicanti tra coloro che partecipano alla Messa.
E' altresì un fatto abbastanza assodato che, con la riforma recente, nella Messa sono entrati elementi nuovi (es. preghiera dei fedeli), specialmente nella liturgia della Parola, e che altri si sono arricchiti di significato e di importanza (es. l'omelia). Ne risulta, di conseguenza, che la celebrazione può protrarsi per una durata piuttosto rilevante. E' chiaro che, in questa situazione, è opportuno che la comunione dei fedeli, soprattutto nelle grandi assemblee, non si prolunghi eccessivamente, ma si svolga non solo con dignità e decoro, ma anche con una certa rapidità. Perché ciò possa avvenire è necessaria anzitutto una certa disponibilità di ministri che la distribuiscano.
Non sempre e dappertutto questa disponibilità esiste, o per mancanza di sacerdoti, diaconi e accoliti, o per la difficoltà di averne a disposizione al momento in cui sono necessari; oppure, durante la Messa soprattutto, per qualche particolare difficoltà in cui possa venirsi a trovare il celebrante.
Ecco profilarsi allora se non la necessità almeno la grande utilità di ministri anche straordinari - della Comunione, per i casi, sempre eccezionali, previsti dall'Istruzione Immensae caritatis.
«Il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno e vi sarà pace»
Il Santuario di Fatima
Fatima è il nome d'origine araba di un villaggio al centro del Portogallo. Ecclesiasticamente è parrocchia dell'arcipretura di Villa Nova di Ourem, in diocesi di Leiria, provincia ecclesiastica di Lisbona. Civilmente è un piccolo borgo che si è ingrandito all'indomani delle apparizioni che hanno portato un gran flusso di fedeli che si recano in pellegrinaggio a far visita alla grotta delle apparizioni. Unici veggenti delle apparizioni furono tre giovanissimi pastori, Lucia di Gesù Santos che all'epoca delle apparizioni aveva dieci anni, Francesco Marto, di nove anni e sua sorella Giacinta di sette. Le famiglie dei bambini sono famiglie modeste ma non indigenti, prevalentemente dedite al lavoro dei campi ed anche i tre ragazzi, che non hanno alcuna forma di cultura, si dedicano ad accudire un piccolo gregge. Buona è, invece, la loro istruzione religiosa grazie al catechismo parrocchiale al quale partecipano con assiduità e agli insegnamenti che offre loro la madre di Lucia.
raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l'innocenza dei bambini, la generosità e l'entusiasmo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavoratori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l'angoscia di chi ricerca il senso vero dell'esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l'amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell'apostolatoe nelle opere di misericordia.
Giovanni Paolo II
È necessario cantare alla Messa?
La risposta è: Sì! Non esiste – come si diceva anni fa – la Messa letta e la Messa cantata, esiste la liturgia eucaristica che deve essere “celebrata e percepita come evento pasquale e comunitario… (Linee pastorali 2006-2007 Dall’Eucaristia la diocesi in riforma, n. 9).
Dalla fondazione all’inizio del secolo, La Parrocchia SS. Salvatore era l’unica in Casale; può vantarsi di essere chiamata la chiesa-madre da cui sono sorte le altre tre, oggi esistenti nel paese.
Ultimamente, difatti, è stata ancora smembrata per la costituzione di quella comunità in SS. Maria Preziosa.Come struttura non si hanno documenti precisi circa l’edificazione della parrocchia SS. Salvatore, né si può affermare che l’attuale chiesa sia stata edificata su una precedente.È certo che la parrocchia di Casal di Principe è stata registrata verso la fine del 1500, allorchéal titolo del SS. Salvatore fu unito quello di Maria SS. Preziosa.Si suppone, perciò.
Che la chiesa già era stata edificata, sia per l’esistenza tuttora dei registri parrocchiali che iniziano il 1570 e sia per la presenza all’ingresso della chiesa di una pila per l’acquasantiera che data il 1557.La storia parrocchiale s’identifica con quella di SS. Maria Preziosa accogliendo nel 1585 non solo la Madonna come compatrona, ma anche l’antico quadro ove è effigiata, quadro che dalla periferia viene tuttora traslocato nella chiesa-madre per diversi mesi all’anno, in due periodi. Anzi, i fedeli hanno voluto dedicare una cappella, riservata unicamente per le funzioni da svolgere in onore della Madonna.